Badia a Coltibuono

     
 
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Il periodo Etrusco

Il Santuario degli artigiani etruschi a Cetamura del Chianti

Badia a Coltibuono – Gaiole in Chianti (SI)
6 settembre – 30 novembre 2009

Il Santuario degli artigiani etruschi a Cetamura del Chianti
L’eredità di Alvaro Tracchi

Cetamura del Chianti risalente al periodo etrusco è un luogo che deve essere considerato in base a criteri del tutto peculiari. Durante tutta la sua storia fu occupata da gente comune , per lo più di umile estrazione, che viveva all’interno di un sistema campestre. Dei manufatti ivi recuperati, il 99,9% sono frammenti o in qualche modo risultano incompleti. Di conseguenza Cetamura non dovrebbe essere oggetto di studio per ritrovamenti spettacolari o perché capace di dirci qualcosa delle élites etrusche famose grazie alle loro tombe, ai dipinti monumentali e ai beni di lusso importati.
Il valore di questo luogo in quanto sito archeologico, risiede piuttosto in ciò che rivela della parte lavoratrice di una popolazione che sembra relativamente immune da influenze esterne, e sotto questo aspetto, capace di conservare e descrivere meglio l’assenza dell’identità etrusca.
Questa mostra si concentra sul nesso particolarmente evidente che lega pratiche e concetti risultanti dall’ubicazione di un quartiere di artigiani adiacente ad un santuario, con rituali di culto molto sviluppati e, allo stesso tempo, osserva l’ambiente e il contesto storico di Cetamura.
Non è un fatto sconosciuto altrove che artigiani officiassero un santuario, ma a Cetamura scopriamo che probabilmente erano gli artigiani stessi a produrre molte delle semplici e umili offerte. Oro e argento sono quasi completamente essenti e, parimenti, le comuni offerte votive come piccoli bronzi stilizzati e le terrecotte fino ad ora mancano. Al contrario molte delle offerte sembrano indicare un’abilità specifica. I numerosi chiodi in ferro e altri manufatti in ferro (anelli, uno strigile, un ipotetico supporto per candelabrum) con tutta probabilità sono tracce della produttività così come delle preghiere che assicuravano la continuità del successo degli stessi artigiani che fondevano il ferro e ne lasciavano i resti in prossimità del santuario. I mattoni in miniatura dovrebbero essere offerte fatte apposta ad opera degli artigiani della vicina fornace dove venivano prodotti mattoni e tegole…
Molte delle scoperte fatte a Cetamura durante gli ultimi 45 anni, da quando il sito è stato esplorato per la prima volta da Alvaro Tracchi, possono ora essere meglio comprese considerando l’esistenza di fatto di una specie di “sistema” su questa area del sito, dove è plausibile che i manufatti avessero significato sia di testimonianza di produttività che di culto, dove le cisterne fornivano acqua sia per i riti religiosi che per l’attività di produzione, dove semplici frammenti con iscrizioni di un recipiente da cucina, o persino un recipiente pieno di ceci cotti, riescono a suggerire il contesto sociale vigente di una classe la cui risorsa principale consisteva nella produttività quotidiana e che sentiva il bisogno di assicurarsi la protezione divina per il proprio lavoro.
Nancy T. de Grummond
Florida State University
(tratto dal catalogo)

Restauro: Roberta Lapucci, Renzo Giachetti, Nòra Marosi dello Studio Art Centers International (SACI)

Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana
Studio Art Centers International (SACI) - Florida State University
Comune di Gaiole in Chianti (SI) - Comune di San Giovanni Valdarno (AR)
 
 
 
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