Badia a Coltibuono: dove nacque il Chianti

Badia a Coltibuono: dove nacque il Chianti
Badia a Coltibuono

Caso più unico che raro Badia a Coltibuono conserva ancora oggi la sua struttura originaria: nel 1051 il monaco Giovanni Gualberto ricevette in dono da potenti signori feudali locali la chiesa di San Lorenzo a Coltibuono con l’ordine di costruire una annessa residenza per il clero e un ospizio per i pellegrini. Vi prese sede una comunità di monaci benedettini che godette subito di alta considerazione grazie allo spirito riformatore e polemico nei confronti della dilagante corruzione del clero e che assunse in breve un preminente ruolo religioso, politico, sociale ed economico.

Già dai primi decenni ne conseguirono numerose, spontanee donazioni di grandi proprietà, ad opera dell’aristocrazia e di modesti appezzamenti di poveri contadini, che cercavano riparo e protezione in una turbolenta epoca storica. Badia a Coltibuono raggiunse così un ragguardevole assetto proprietario che, caso particolare, non fu più disperso o frazionato nei secoli a seguire.

I monaci vallombrosani, attenti studiosi e sensibili alla valorizzazione delle risorse offerte dalla natura, dettero nuovo impulso alla coltivazione delle terre in particolare alla vite e all’olivo, già praticate in questa zona dagli etruschi e dai romani fin dal 300 a.C. Si deve a loro anche l’introduzione della coltivazione dell’abete bianco e del castagno; specie arboree ancora presenti nei boschi che circondano l’abbazia. Accanto all’attività agricola i monaci si dedicarono agli studi, all’ospitalità e anche alla cura dei malati.

Il nome che scelsero fu dal latino dell’epoca: Badia a Cultus boni, ovvero culto buono, buona cultura, buona agricoltura e buon raccolto. Nei suoi archivi appare, per la prima volta nella storia, il nome Chianti in un documento della fine del XII secolo

Oggi Badia a Coltibuono, con l’insieme delle sue terre e attività, è un luogo che trasmette il valore e il prestigio di quanto si è formato, trasformato e conservato ad opera di uomini e donne, per lo più ignoti, in una serie di generazioni attraverso i secoli.

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