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Gli Etruschi

Gli Etruschi
Badia a Coltibuono

Un villaggio ed un santuario etrusco a Coltibuono: il sito archeologico di Cetamura del Chianti

 

Nella proprietà di Badia a Coltibuono ha sede un sito archeologico dove sono avvenuti ritrovamenti di assoluta importanza per la storia del Chianti. Scoperto da Alvaro Tracchi nel 1964, è stato esplorato con continuità a partire dagli anni Settanta grazie ad un progetto promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Classici della Florida State University (U.S.A.), diretto da Nancy T. de Grummond e dei comuni di Gaiole in Chianti e San Giovanni Valdarno. Un progetto che ha trovato il convinto sostegno della famiglia Stucchi Prinetti, proprietaria di Badia a Coltibuono.

Il pozzo delle meraviglie: tornano alla luce semi d’uva e noccioli di 2.500 anni fa


Gli scavi archeologici a Cetamura del Chianti hanno portato a rilevanti scoperte di reperti all’interno di un pozzo risalenti ad un periodo che va dal III sec. a.C. al Primo sec. D.C., tra cui frammenti ceramici, ossa di animali, orzo, olive, noci e vasi in bronzo.
Fondamentale per la storia della viticoltura chiantigiana è stata la scoperta di circa cinquecento semi d’uva di epoca etrusco-romana conservatisi ancora vitali. Se ne è potuto ricavare il DNA, attualmente allo studio, che reca informazioni importanti sui vitigni autoctoni delle terre del Chianti.
I popoli antichi, erano soliti ringraziare gli dei per la loro benevolenza nei confronti degli uomini con offerte votive tratte dalle loro mense quotidiane o prodotte con il lavoro degli artigiani. Offerte devozionali degli Etruschi di Cetamura del Chianti sono state ritrovate nella profondità del pozzo stesso, che fu per loro un santuario. Tra le divinità venerate nel santuario “Lur” e “Leinth”, raffigurate in alcuni reperti rinvenuti durante gli scavi.
“Il valore di Cetamura – sostiene Nancy T. de Grummond – risiede in ciò che rivela della parte lavoratrice di una popolazione che sembra relativamente immune da influenze esterne, capace di conservare e descrivere meglio l’essenza dell’identità etrusca”.

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