08.04.2026

Vino e sostenibilità

le viti coinvolte nel progetto B-Wine hanno mantenuto uno stato idrico significativamente migliore durante i mesi più secchi
Agricoltura e ambiente

Il progetto B-Wine

Badia a Coltibuono ha partecipato al progetto B-Wine, promosso dal Consiglio Nazionale della Ricerche (CNR), finalizzato a valutare l’efficacia del biochar nella gestione dei vigneti.

“Il nostro vigneto -spiega Roberto Stucchi Prinetti- ha fatto da laboratorio. Tre anni fa abbiamo aperto i filari ai ricercatori del CNR, che hanno incorporato biochar nel suolo di una delle nostre parcelle. I risultati sono appena stati pubblicati sulla rivista scientifica Land: le viti trattate hanno mantenuto uno stato idrico significativamente migliore durante i mesi più secchi, con una produzione per pianta quasi doppia rispetto al controllo.

Non è magia. È suolo che trattiene acqua quando l’acqua scarseggia.

Lo studio, condotto insieme a Corzano e Paterno e Fèlsina nell’ambito del progetto B-Wine del CNR, e sostenuto dal Biodistretto del Chianti come soggetto di raccordo tra le aziende e il gruppo di ricerca, conferma che la gestione del suolo è la risposta più concreta che abbiamo al cambiamento climatico in vigneto. Conferma anche qualcosa che chi lavora in biologico intuisce da tempo: che prendersi cura del suolo non è una rinuncia alla produttività. È la condizione per ottenerla, insieme alla qualità.

Una ricerca nata qui, su questi suoli, con queste viti. Continuiamo a guardare in quella direzione.”

Ulteriori informazioni sul progetto B-Wine:

www.b-wine.cnr.it